11 febbraio 2015

UNA VECCHIA FINESTRA E DEI LEGNI PORTATI DAL MARE

Nello scorso post, dove vi ho mostrato il tavolo rotondo che ho recuperato, avete intravisto un paesaggio colorato appeso alla parete e chi segue le mie vicende anche su Instagram ha potuto averne un piccolissimo assaggio. Oggi vi spiego come ho fatto (anzi abbiamo fatto perchè i bambini sono stati fondamentali) per realizzarlo.

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Un giorno mio marito è arrivato a casa con una finestra in pessime condizioni. No, non fa il falegname ma il chimico. Cosa c’entra allora una finestra da restaurare? Avete ragione, andiamo per gradi. Stava facendo dei campionamenti su dei camini in un’Azienda, aveva piazzato gli strumenti e doveva aspettare. Il caso ha voluto che vicino ci fosse un cantiere con una casa in demolizione e lui, appassionato di vecchie cose come  me, si è incuriosito. Quella finestra avrebbe fatto una brutta fine e sarebbe stato un vero peccato, dopo un secolo di onorato servizio finire in quel modo! Semplicemente l’ha chiesta e i muratori gliel’hanno regalata con vero piacere, un rifiuto in meno da smaltire! Le sue condizioni erano pessime per i tanti strati di patina del tempo che la coprivano, ma non era molto rovinata nelle sue parti ed io ho preferito lasciare rotture e pezzi consumati così come erano.

Quelle che ho utilizzato per questo progetto sono gli scuri (le antine interne che coprivano la luce), mentre il telaio della finestra è servito per un altro progetto di cui ancora non posso svelare niente…

collage ante

Ho passato la carta vetrata su tutta la superficie, insieme a tanto olio di gomito e la mascherina sulla bocca (dopo che mi sono guardata allo specchio ed ho capito che stavo respirando qualcosa di nero e fastidioso). Una bella aspirata con aspirapolvere e le antine erano pronte per essere verniciate con smalto bianco all’acqua.

Intanto iniziava la scelta dei legnetti…

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Ne ho un sacco, raccolti al mare nelle passeggiate invernali, quando le onde portano di tutto sulla spiaggia. Amo le forme di questi legni consumati dal tempo e dall’acqua.

Qui sono entrati in gioco i bambini, che con la loro fantasia hanno saputo mettere insieme i complementi più disparati per creare il nostro paesaggio. E allora via di pittura!

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prove

Arrivati qui non ci restava che decidere come assemblare il tutto e armati di colla a caldo e viti abbiamo creato il nostro paesaggio.

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Il grande divertimento è stato rovistare nella cassetta degli attrezzi del babbo, dove abbiamo scovato una rondella di ferro per il faro e i comignoli per le casette… li avete notati? Sono degli isolatori di porcellana che si usavano nei fili di corda dei vecchi lampadari. A noi ci sono sembrati perfetti per il nostro scopo! Poi abbiamo trovato dei legnetti avanzati da qualche montaggio di un mobile Ikea per fare la staccionata accanto al faro e infine abbiamo aggiunto le bandierine colorate ricavate da avanzi di tessuto.

Arrivati a questo punto non ci restava che assemblare da dietro le due ante con delle staffe e appendere il nostro paesaggio marino alla parete. E devo dire che ci piace da matti, soprattutto perché è frutto di un bel lavoro di squadra e il babbo è rimasto a bocca aperta nel vedere come abbiamo trasformato quella vecchia finestra!

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E a voi piace raccogliere i tesori che il mare porta sulla spiaggia? E cosa ci fate? Sono proprio curiosa.

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