06 giugno 2016

E se imparassimo a esternare le impressioni positive?

Se c’è una cosa che ho imparato da quando ho i bambini a scuola, quindi confrontandomi con tanti genitori, è che troppo spesso la gente da fiato alle trombe per esprimere il proprio dissenso, a prescindere, come sport, per una mera soddisfazione personale. Ma quando si tratta di esternare la propria opinione positiva su qualcosa o qualcuno, se ne parla a limite in piccoli gruppi, sottovoce, ma non si spende un minuto di tempo per dire semplicemente grazie, oppure bravo a chi se lo merita. Le polemiche sono sempre in agguato, tanto che ormai, qualunque sia l’argomento da trattare, puoi contare fino a tre e sai già che arriverà in chat il primo messaggio di dissenso, il primo di una lunga, lunghissima serie. E qui vorrei dire “santa subito” alla nostra rappresentante di classe che è tesoriera di una pazienza sconfinata e per questo e per come ha svolto il suo lavoro, ha la mia massima ammirazione.

Ecco perché ho deciso di scrivere una breve lettera alla maestra di mio figlio, perché troppo spesso le cose che si pensano, quelle positive, si tengono per noi. Ma quanto sarebbe bello il mondo se imparassimo ad esternarle, invece di farci portavoce solo delle impressioni negative? 

E se imparassimo a esternare le impressioni positive?

Cara maestra,

dopo aver letto il testo di mio figlio sulle sue impressioni per questo passaggio alla scuola media, mi è venuta voglia di scriverti due righe, da mamma.

Sembra ieri, quando Libero, timido e incerto, faceva il suo ingresso in quell’aula della prima elementare, eppure siamo già a salutarci per passare al livello successivo (come dicono i bambini nel linguaggio dei videogames). Potrei dire che il tempo è volato, ed in parte è così, ma ci sono stati anche momenti che sembravano non finire mai, in quei lunghi pomeriggi invernali in cui i compiti hanno preso il posto dei giochi o, peggio, quelle volte che mio figlio è tornato a casa piangendo perché aveva bisticciato con qualcuno. Non è stato facile fargli capire che con la sua brillante intelligenza poteva essere più forte e superare le sue paure, ma oggi si vedono i risultati. Certo, noi genitori abbiamo fatto del nostro meglio, ma sono consapevole che una gran parte del merito sia tuo, perché non sei solo una maestra, sei una persona che svolge il suo lavoro con dedizione e passione, che cerca di capire le fragilità di ogni singolo bambino e lo porta per mano verso la crescita. Come dice Libero, hai il dono di saper scherzare e ridere al momento giusto ed essere severa quando serve.

Io da mamma mi sento molto fortunata, per aver trovato te sul cammino di mio figlio. Hai saputo indicarmi spesso la strada giusta da percorrere, chiamandomi quando vedevi in Libero qualcosa che lo faceva chiudere in se stesso, con delicatezza e fermezza, con la disponibilità di una madre, ripetendomi che quel bambino è dotato di un’intelligenza brillante che lo avrebbe aiutato a sconfiggere le sue paure, con il nostro aiuto. E come per magia, sul finire di questi cinque anni, mi trovo davanti un ometto col sorriso sulle labbra, come un fiore appena sbocciato, che continuerà sempre a portarsi dentro la sua enorme sensibilità (per fortuna) ma sta imparando a gestirla, senza esserne troppo spesso sopraffatto.

In questi anni hai trascorso con lui molto tempo, forse più di me, per questo sono fermamente convinta che sia stato fondamentale il tuo insegnamento. Libero non è un bambino che prende le cose alla leggera e se avesse trovato una maestra che non provava a capirlo ne avrebbe sofferto. Invece si è sentito protetto ma spronato, capito ma spinto a uscire dal suo guscio, per diventare un ragazzino pieno di gioia. Quando parla di te gli si legge negli occhi l’ammirazione e il rispetto. Sono certa che porterà sempre con sé un bellissimo ricordo e continuerà a volerti bene anche quando sarà un uomo.

C’è ancora tanta strada da fare, ma le basi sono solide, come solido è il suo senso di giustizia, la sua lealtà e la sua voglia di esplorare il mondo. Devi essere fiera del meraviglioso lavoro che hai svolto e saranno fortunati i tanti bambini che avranno l’onore di incontrarti nei prossimi anni di scuola, perché una maestra così è un bene immensamente prezioso.

Quindi grazie per averci accompagnati fino a qui, nonostante i pochi mezzi che la scuola ha a disposizione, le aule strette in cui 25 bambini fanno rumore anche se stanno zitti, le infiltrazioni d’acqua dal tetto dopo forti temporali e le esigue risorse per finanziare i progetti presentati.  Sono felice di poter dire, a conclusione di questo ciclo, che la nostra esperienza scolastica, fino a qui, è stata del tutto positiva e che sei stata esattamente la maestra che avrei voluto per mio figlio.

Non sa ancora cosa vorrà fare da grande e gli anni futuri gli serviranno per capirlo. Io da mamma gli auguro di trovare la strada che possa sempre farlo sentire in pace con se stesso. Tu mi conosci, non sono la mamma che vuole il figlio perfetto ma il figlio felice. Non gli auguro il successo ma la realizzazione dei suoi sogni e noi sappiamo bene quanto Libero sia un sognatore. Questo è stato il mio pensiero fin da quando le maestre della scuola materna mi dissero che, secondo loro, con la sua grande intelligenza, un giorno avrebbe fatto grandi cose.

Ti sono grata per non aver spento la sua voglia di sognare pur tenendolo con i piedi per terra e di aver alimentato la sua grande curiosità verso tutto ciò che ancora dovrà conoscere ed imparare. Non hai frenato il volo della sua fantasia, anzi gli hai insegnato a usare le ali per non cadere.

Il dono più grande per un’ insegnante.

Grazie.

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