21 ottobre 2016

La storia del maialino fuggitivo

E’ appena arrivato qui in casa mostracci un buffo personaggio che chiede ospitalità, dopo aver percorso strade di campagna e boschi in lungo e in largo, alla ricerca della felicità. Ha sentito dire che qui facciamo entrare tutti, anzi ha detto testualmente “cani e porci”… adesso ho capito perché ha bussato proprio alla nostra porta!

La storia del maialino fuggitivo

E già, perché lui è proprio un maialino e quando è arrivato era stanco e depresso, non aveva certo quel sorriso che adesso sfoggia tutto fiero! Mi ha raccontato che stava scappando il più lontano possibile da un’incubo di quelli bruttissimi da sembrare reale… poverino! Eppure viveva in una bella fattoria in campagna, in un luogo molto lontano da qui. Quale? Non ha saputo dirmelo. E non ricorda neppure se aveva un nome, tanto era spaventato.

Dice che gli mancano molto i suoi amici e mi ha mostrato un selfie che si è fatto con uno di loro prima di partire… davvero due tipi simpatici!

La storia del maialino fuggitivo

Ha nostalgia di quella fattoria, ma non ci tornerà, perché un giorno ha scoperto che, mentre gli altri animali potevano stare tranquilli perché erano lì per produrre lana e latte, lui sarebbe dovuto diventare prosciutto! Te lo immagini il poverino? Prima ha smesso di mangiare, pensando che se non fosse ingrassato se la sarebbe cavata, poi però ha capito che non poteva rischiare la morte per inedia, così si è dato alla fuga.

Inizialmente aveva pensato di rubare la macchina del contadino, ma quell’ammasso di ferraglia non si metteva in moto, così ha deciso di partire a piedi, ma solo dopo essersi fatto l’ennesimo selfie a ricordo della vicenda.

La storia del maialino fuggitivo

E dopo giorni e forse mesi di cammino, tutto solo e disperato, pare abbia incontrato un certo gatto di nome Cesiro, che gli ha suggerito, appunto, di bussare alla nostra porta, dicendogli “è gente un po’ strana ma vedrai che ti troverai bene. Sono gentili e affettuosi e fanno entrare cani e porci“.  Dice che in realtà i gatti erano due, c’era anche un tipo grasso tutto nero, che però si è limitato ad annuire, perché era indaffarato a prendere il sole e non poteva distrarsi.

La storia del maialino fuggitivo

Così ha bussato alla nostra porta e noi abbiamo aperto. In effetti per essere un maialino è piuttosto magrolino, ma adesso che è felice sono certa che metterà su peso, perché sa di non correre più il rischio di essere trasformato in prosciutto. E’ qui che racconta la sua storia a tutti i mostracci, nell’attesa che qualcuno si faccia avanti per adottarlo. Non chiede molto e non deve per forza vivere in una fattoria, gli basta un appartamento, pur che sia popolato da persone gentili che si prendano cura di lui. Gli ho promesso che mi occuperò io della sua adozione e, se sarà ancora qui, lo porterò con me a Bologna a Il Mondo Creativo, dove avrà molte possibilità di trovare la sua nuova famiglia. 

E guarda adesso che bel sorriso ha stampato in faccia!

La storia del maialino fuggitivo

Ah dimenticavo! Gli abbiamo dato un nome e come spesso accade quando chiedo aiuto ai miei bambini, è uscito fuori da una rima: Ivo, il maialino fuggitivo. 

Adesso gli preparo i documenti che lo accompagneranno nella sua nuova vita, con tanto di foto e descrizione, così non avrà più problemi di memoria. 

La storia del maialino fuggitivo

Allora che dici, non è un tipo simpatico? io lo adoro. 

 

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