31 dicembre 2016

I buoni propositi sono poesia

Non sono mai stata brava a fare le liste. O meglio, ne faccio molte ma tutte su argomenti pratici che chiamerei più promemoria. Ci sono quelle di lavoro: liste infinite che occupano già gran parte dell’anno che deve ancora iniziare, progetti avviati e altri che prenderanno vita, tutto rigorosamente messo su carta per non perdere neppure il più piccolo particolare. Poi ci sono le liste della spesa: quelle che faccio sempre a mio marito (sì perché è lui l’addetto a questa mansione), lunghi papiri pieni di prodotti che si alternano a facce buffe e frasi comiche. E non mancano quelle liste sbriciolate, come le chiamo io, fatte di tanti fogliettini che appunto nella bacheca di sughero in cucina con l’intenzione di non perderli di vista: appuntamenti dal dentista, colloqui con i professori, visite mediche, partite di pallone, cambi di orari degli allenamenti e tutto ciò che nel quotidiano devo ricordare.

Le persone più pratiche usano un’agenda, tipo mio marito che non potrebbe vivere senza la sua fedele compagna di carta, ma io non ci riesco. Ed ho provato! Lo scorso anno, imperterrita, mi sono regalata una carinissima organizer turchese, pratica e piena di taschine come piacciono a me, ma niente, non ce l’ho fatta, è rimasta intonsa fino ad oggi. Il fatto è che aprire le pagine e trovarci su scritte delle date mi infastidisce, così sono tornata al mio maxi quaderno ad anelli in cui riesco ad inserire di tutto, dalle idee più strampalate alle cose serie.

Ma nelle mie liste non ci sono mai buoni propositi o sogni.

Pensi che non ne abbia? Al contrario ne ho tantissimi, ma non li inserisco mai nelle liste. Li tengo separati. Se li scrivessi nelle liste mi sembrerebbe di tradirli, di perdere la poesia che si portano dentro. Li tengo chiusi in tanti cassetti sparsi per casa e li faccio uscire sperando di indovinare il momento giusto. Mi fa un po’ ridere leggere le liste dei buoni propositi e trovarci cose come fare un viaggio in Africa, oppure mettere in ordine il garage. Insomma queste sono cose che farai se ti impegnerai. E forse in passato ho provato anche io a stilare liste del genere, che poi sono finite chissà dove perché non ci credevo già al momento in cui le avevo scritte. 

I buoni propositi per me sono altri e non hanno bisogno di essere messi nero su bianco. Sono fatti di intenzioni e di desideri. E se proprio abbiamo bisogno di una lista per crederci di più, allora facciamola con coraggio, il coraggio di guardare avanti con fiducia e determinazione. E già che ci siamo aggiungiamoci un pizzico di follia, una manciata di sorrisi e qualche chilo d’amore, che non è mai troppo. In modo da poterlo dare a tutti, senza paura che non sia sufficiente. Perché d’amore è pieno il  mondo ma spesso la fretta non ce lo fa vedere. Si nasconde in mezzo alla natura sotto forma di foglia, di fiore, di animale, ma anche di suono o di vento. L’amore lo trovi in uno sguardo, in un sorriso, in una lacrima, nella caduta di un bambino che si rialza pronto a giocare di nuovo. 

E un’altra cosa: perché fare liste di buoni propositi solo a fine anno? Facciamole ogni giorno e forse impareremo a rispettarle. Spesso pensiamo che se un anno non è stato il massimo e sta per finire, finalmente tutto si azzera e si ricomincia con il piede giusto. Ma il calendario è solo una convenzione, siamo noi che facciamo i giorni, le ore e i minuti. Siamo noi che possiamo scegliere come riempire il nostro tempo, in modo da non avere rimpianti e poter dire almeno di averci provato. 

Ma il 2016 sta ormai per finire e tu forse hai già fatto la tua lista, allora ti auguro di mettere la spunta accanto ad ogni voce nei mesi che verranno. Io invece andrò a sensazioni, seguirò l’istinto e ci metterò amore, e strada facendo farò un viaggio in Africa e metterò in ordine il garage.

I buoni propositi sono poesia

 

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