04 aprile 2017

Benvenuti nel mio laboratorio

Dunque, si vedono in giro nel web meravigliose fotografie di laboratori, cromaticamente perfetti e ordinati che secondo me la Marie Condo con il suo magico potere del riordino passa per una visita ogni giorno. Ecco, adesso ti faccio vedere il mio, niente di tutto questo ti avverto, però l’ho desiderato tanto ed ho faticato molto per averlo, che sono veramente soddisfatta. Non è stato facile decidere il da farsi e devo ringraziare il mio pazzo marito se sono qui adesso.

Ecco, ti spiego. All’inizio avevo una craft room in mansarda, con tutto il suo fascino da sottotetto che mi sembrava di essere una sarta parigina e un lucernario sulla testa che di notte, quando spesso lavoravo, potevo ammirare le stelle. Poi sono cresciuta, il lavoro è notevolmente aumentato, e quello spazio, così romantico da sognatrice, mi stava davvero stretto. La soluzione? Prendere un locale in affitto? decisamente no e sai perché? Certo, avrei dovuto tirar fuori una cifra mensile oltre alle tasse e tutto il resto, ma soprattutto non volevo rinunciare al privilegio di lavorare da casa, perché le belle abitudini sono dure a morire e l’idea di non essere qui quando i miei figli hanno bisogno o vogliono invitare gli amici non mi andava. Senza contare che spesso, quando devo sbrigare qualche faccenda tipo preparare il pranzo o la cena e non riesco a finire un pezzo, so che posso tornare sul mio tavolo da lavoro in qualunque momento, anche per cinque minuti. Quindi niente, non mi decidevo ad allontanarmi. Ma le stanze della casa, per quanto grande, erano tutte occupate, fino a quando mio marito (forse anche stressato dal mio lamentarmi sul non avere abbastanza spazio) ha proposto un’idea folle: demolire la cucina in  muratura del seminterrato! Beh, a dire il vero io ci avevo fantasticato in silenzio, ma non avevo mai osato chiedere. Insomma, era uno spazio poco utilizzato, solo per qualche cena con amici molto numerosi, ma l’idea di affrontare tutti quei lavori….

In conclusione, adesso sono qui, dopo un mese di muratori, idraulico, polvere, tanta polvere e un trasloco che, pur essendo dentro casa, mi  ha fatto salire e scendere tante, tantissime scale! Quindi, questo nuovo laboratorio non lo definirei proprio un atelier, piuttosto uno spazio in cui adesso posso stendere grandi pezze di tessuto su un tavolo spazioso, avere tutto a vista senza dover ammucchiare cose su cose e, pezzo forte, avere una grande quantità di luce naturale che prima mi mancava. Ecco perché sono molto soddisfatta.

Finita la premessa, prego, entra pure. Avrai capito che non è stato molto importante il design ma la funzionalità. Mi sono divertita a riciclare ciò che avevo, a  parte qualche scaffale Ikea, giocando sui colori e mettendo in mostra le cose che mi fanno star bene come le fotografie e i biglietti colorati.

Benvenuti nel mio laboratorio

Ho recuperato anche una vecchia vetrina che i miei suoceri, dopo averla tenuta in casa per quarant’anni, avevano messo in garage mandandola in pensione, con  una mano di vernice verde menta all’esterno e un brillante color glicine all’interno, dove ho sistemato gli unici mostracci ancora disponibili nello shop.

Benvenuti nel mio laboratorio

Benvenuti nel mio laboratorio

Qua e là si vedono i resti di quella che un tempo era la nostra cucina in muratura, ad esempio le piastrelle che ho deciso di non togliere (un po’ per pigrizia e un po’ perché non si sa mai), ma soprattutto sono rimasti il camino e il forno a legna (proprio perché non si sa mai, se dovessi un giorno decidere di trasferirmi potrebbero di nuovo essere utilizzati). Prendono spazio è vero, ma sarebbe stato un vero peccato eliminarli, anche se non sono molto in sintonia con l’ambiente. Comunque nel camino metterò una bella stufa a pellet per l’invero e con il forno…. beh ci parlerò per non farlo sentire troppo solo.

Poi c’è il tavolo che inizialmente avevo deciso di cambiare, vendendo questo e prendendo un banco da lavoro, ma era pieno di ricordi e non me la sono sentita. Si tratta di una tavolo di noce dell’800 lungo 3 metri, che acquistammo tanti anni fa per la nostra prima casa. Fu un acquisto importante per le nostre scarse finanze di allora e ci siamo affezionati, quindi ho deciso di tenerlo. Magari in futuro ne aggiungerò un altro o prenderò una macchina per cucire con il banco.

Benvenuti nel mio laboratorio

Infine, cosa da non sottovalutare, ho una porta a vetro grandissima che, oltre a darmi luce, mi da l’accesso diretto all’esterno, così non devo più correre rischiando di rotolare per le scale ogni volta che suonano alla porta, e posso ricevere le amiche che passano a trovarmi (con calma sistemerò anche un angolino per il tè). 

Benvenuti nel mio laboratorio

Insomma, mancano ancora degli accorgimenti, qualche pianta e altre cose che devo portare giù dalla mansarda, ma il più è fatto, adesso posso lavorare bene ed essere felice.

Se vuoi passare a trovarmi, la porta è sempre aperta….

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