18 aprile 2017

Tagliare i rami secchi

Non mi sono messa a scrivere rubriche di giardinaggio, piuttosto voglio parlare di come dalle esperienze negative si possa far crescere la propria autostima ed uscirne con un bel sorriso. Di rami secchi che andavano tagliati ho accennato in qualche post su Instagram nei giorni scorsi, quindi adesso, come promesso, voglio spiegarti cosa è accaduto.

Prima di tutto ci tengo a dire che non sono qui per fare una polemica, ma credo che, nel rispetto di chi mi segue con affetto e mi ha chiesto cosa fossero quei rami secchi, voglio raccontare questa esperienza un po’ negativa ma che in fondo ci voleva proprio per dare una sterzata. 

Tagliare i rami secchi

Ecco, qualche mese fa, vista la mole di lavoro che aumenta ogni giorno (per fortuna), ho scritto alla redazione della casa editrice con cui collaboro da anni per le riviste di cucito creativo, per dire che avevo riflettuto a lungo e, anche a malincuore, avevo deciso di non fare più progetti per le pubblicazioni, per la mancanza di tempo da potervi dedicare. Loro, dopo avermi detto di essere dispiaciuti, mi hanno ricontattata dopo poco per farmi una proposta: la pubblicazione di uno speciale tutto mio con uscita a maggio. Inutile dire che l’idea mi piaceva molto, così dopo essersi accordati su tutto, ho accettato e mi sono rimboccata le maniche. Ho lavorato oltre l’orario solito che è già piuttosto lungo, facendo progetti che fossero belli e colorati, ma soprattutto nuovi e primaverili, per creare una rivista che mettesse allegria fin dalla prima pagina. Ho cercato le location giuste per le foto e scomodato persone che si sono prestate con piacere. Ho rispettato i tempi stabiliti per l’invio del materiale da pubblicare ma, pochi giorni fa, quando ormai il grosso del lavoro era fatto, mi sono sentita dire che per una scelta della redazione, l’uscita dello speciale sarebbe stata posticipata di un po’ (così vagamente), poi dopo qualche giorno di silenzio ho chiesto notizie e mi è stato detto che non si sarebbe più fatto, per motivi economici, perché quel formato non vende più bene e un sacco di altre cose. In poche parole tutto il  mio lavoro era stato vanificato così. Ero piuttosto incredula ma anche arrabbiata, soprattutto perché ho avuto la sensazione che avrebbero potuto dirmelo prima. Poi c’è stata una nuova proposta : avrebbero potuto utilizzare tutti i miei progetti spalmandoli sui vari numeri bimestrali oppure fare una sorta di allegato dove raccogliere quelli dedicati ai bambini.

Come mi sono sentita? Devo ammetterlo, mi sono sentita tradita e avevo il morale a terra. Poi ho riflettuto a lungo. Ho pensato che forse accettare quella proposta era meglio di niente, almeno non avrei perso tutto anche in termini economici, ma la mia autostima ha fatto sì che vedessi l’accaduto da tutte le angolazioni e alla fine ho scritto una email in cui avvertivo la redazione di non utilizzare nessuno dei miei progetti e che il nostro rapporto di lavoro era da ritenersi concluso. Ecco tagliati i rami secchi ed ecco perché ho scritto che non hanno fatto rumore, perché non ho avuto neppure una misera risposta. Ragione in più per pensare di aver preso la decisione giusta.

Tagliare i rami secchi

Quindi adesso mi ritrovo con dei tutorial pronti e delle creazioni che potrei mettere nello shop e credo che ne farò buon uso. Preferisco regalare il mio tempo a chi mi segue piuttosto che farmi usare da chi può benissimo fare senza di me. E devo dire che mi sento davvero bene, leggera. Ho capito che non si può sempre dire di sì ed è meglio lasciarsi alle spalle quelle cose che non ti danno più entusiasmo. 

Adesso non mi resta che fare bene il mio lavoro e aspettarti qui, per farti vedere le novità. 

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