23 aprile 2017

I rami secchi hanno preso fuoco ed io non sono un pompiere

La verità fa male lo sai, diceva una vecchia canzone. Quando si ha il coraggio di dire le cose come stanno, c’è sempre qualcuno che ti vorrebbe far tacere, è così dalla notte dei tempi. Ed io, avendo un animo ribelle, non sono mai riuscita a stare zitta di fronte alle ingiustizie, grandi o piccole che fossero, anche quando non mi riguardavano direttamente. D’altronde la storia ci insegna che sono morte migliaia di persone per protestare contro le dittature, per avere i loro diritti e per farli avere a noi che siamo arrivati dopo, quindi perché dovrei tacere davanti a qualcuno che tutto questo lo ignora?

I rami secchi hanno preso fuoco ed io non sono un pompiere

Allora eccomi qua, a raccontarti una triste storia, epilogo di una polemica che non si sarebbe mai scatenata se non fossero state proprio le persone che non la volevano, ad innescarla. L’inizio puoi leggerlo qui, con tutti i vari commenti (causa di ogni male) sulla pagina facebook Mostracci, il seguito te lo dico adesso.

Se hai seguito tutto dall’inizio, avrai ben compreso il motivo delle mie parole e ti sarà chiaro il fatto che io non ho offeso nessuno e non ho fatto nomi, ho scritto semplicemente ciò che è accaduto per spiegarti il motivo di un lavoro che avevo preannunciato e che invece si era vanificato. Ma qualcuno si è sentito chiamato in causa ed ha voluto controbattere con un seguito di aiutanti che però non hanno trovato molto riscontro positivo. Io invece, ancora una volta devo ringraziare le moltissime persone che, oltre a commentare, mi hanno scritto in privato per dimostrarmi stima e affetto, gesto che apprezzo davvero tantissimo. Ma se pensavi che esistesse la libertà di parola ti sbagliavi, perché qualcuno è stato punito. Infatti, una persona che ha osato scrivermi due parole di sostegno, senza neppure allargarsi troppo, ha ricevuto una bella telefonata dal direttore in persona che, accusandola di non sostenerlo, le ha dato il benservito. Cioè, dopo che per anni ha inviato progetti alla redazione, precisa, puntuale e professionale, per essere pure sottopagata (perché non tutte ricevono  lo stesso trattamento: se chiedi ti puoi accordare, se invece sei timida ti puoi attaccare), da oggi la sua collaborazione si interrompe, perché ha avuto la sfrontatezza di dare sostegno morale ad un’amica. Ecco, io questa la chiamo dittatura.

Non ho molte altre parole da aggiungere, cioè le avrei ma è meglio se le tengo per me. Puoi giudicare tu stessa tutta la vicenda. Perché si è parlato di correttezza e di professionalità, ma io ritengo che qui scarseggiano entrambe, anzi come di ce mio figlio “quando distribuivano la correttezza loro hanno fatto tardi”. Insomma, è ovvio che nessuno ci tutela, perché molto furbamente non ti fanno mai firmare un contratto di collaborazione, anche se tu, non proprio stupida, glielo chiedi. In fondo è stato proprio questo il punto cruciale, la richiesta di una risposta scritta chiara e precisa alla mia proposta di compenso quando mi è stato chiesto di dirottare i progetti sui vari numeri bimestrali. Perché? Beh, a me viene da pensare che in questo modo si può lanciare il sasso per poi ritirare la mano e, in caso di mancato pagamento, negare che ci sia mai stato un accordo. Questa certo non è professionalità e neppure correttezza. E non lo è certo il voler colpire le persone che mi sono amiche per arrivare in qualche modo a colpire me. Certo ci sono riusciti, perché sono molto dispiaciuta per lei, ma in questo modo non fanno altro che accentuare il mio animo ribelle, perché sono una persona tranquilla, non amo litigare né spettegolare, ma davanti alle ingiustizie non ho freno. 

Rino Gaetano diceva “si nasce incendiari e si muore pompieri” ed io non mi sento ancora abbastanza vecchia per essere pompiere, quindi non spetta a me spegnere il fuoco che hanno generato i rami secchi, soprattutto perché proprio loro ci hanno soffiato sopra alimentandolo. Non posso fare niente per cambiare le cose, se non dire che quella mia amica non ha perso proprio niente di speciale, però posso e devo raccontare a chi mi segue tutta la verità, nient’altro che la verità. E dico a loro, che si potrebbero indignare e soffiare ancora, che non sprechino il loro tempo a rispondere facendosi ancora cattiva pubblicità, anche perché io non ho mai fatto nomi, quindi non ho né offeso né diffamato, ho solo esposto un fatto spiacevole che mi è capitato.

E smettetela di pensare che le creative, in quanto tali, siano solo delle donne a cui piace pasticciare con lavoretti manuali e pertanto possono farlo gratis. In questo modo avrete una rivista fatta solo di progetti arrangiati, magari fatti da persone che hanno un hobby e si accontentano di vedere il loro nome sulle pagine di un giornale (senza offesa per tali persone che hanno anzi tutta la mia stima), con fotografie raffazzonate per cui a rifarsi gli occhi si aspettano le tante pagine di pubblicità. Poi vi lamentate se non ne vendete abbastanza.

Mia nonna diceva “vogliono fare le nozze con i fichi secchi”….

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