03 gennaio 2018

Sul tempo che non mi bastava mai

Questa mattina mi sono svegliata con una carica nuova, dopo tre giorni trascorsi agonizzando inghiottita da un brutto virus che mi ha fatto trascorrere il capodanno da sola sul divano, incavolata nera e con la testa che mi scoppiava.  I miei tre uomini e la mia super amica venuta da Milano appositamente per stare con me volevano restare a casa, per tenermi compagnia e soccorrermi in caso di bisogno, ma io ho insistito che almeno  loro passassero una bella serata, a casa di amici come avevamo programmato, a brindare e ridere in compagnia, senza preoccuparsi di me, sola, moribonda e triste (diciamo che li ho convinti omettendo l’ultima parte), così ho capito che era mezzanotte dal rumore dei botti che proveniva da fuori e mentalmente ho mandato gli auguri a tutti, maledicendo il virus con parole pesanti. Un bell’inizio davvero! Fortuna che non sono superstiziosa e non credo a quei detti tipo “Il buongiorno si vede dal mattino” altrimenti penserei che sarà un anno nero e buio, senza contare che non mi ammalavo da anni e il fatto che sia accaduto proprio in questi giorni potrebbe essere un brutto segno.

No no, niente di tutto questo, sono una persona positiva e preferisco pensare che il mio fisico, dopo tanto lavoro, avesse bisogno di un riposo forzato (ho omesso di dire che ho pianto lì tutta sola nel buio, pensando che in venticinque anni insieme non avevo mai trascorso un capodanno senza mio  marito e mai senza i miei adorati bambini)…

sul tempo che non mi bastava mai

Quindi da questa mattina, senza mal di testa e senza vomitare come la bambina dell’esorcista, per me inizia il nuovo anno, carico di aspettative e di migliorie da fare sulla base dell’anno appena trascorso, sul tempo che non mi bastava mai e su un carico di lavoro davvero pesante. In questi tre giorni non mi è certo mancato il tempo per pensare e riflettere, quindi credo di aver focalizzato abbastanza bene i punti da rivedere e le cose da cambiare. Come avevo detto, voglio anche avere il tempo per scrivere qui sul blog, per parlare con voi di tutto, dal cucito agli sbalzi di umore, passando per argomenti frivoli e considerazioni serie, in modo da conoscerci meglio e riprendere in mano questa sorta di diario che ho abbandonato per troppo tempo, nell’attesa di trovare il momento giusto che non arrivava mai.

Ho imparato a pianificare il mio lavoro ma non ho imparato a farlo con la scrittura, quindi uno degli obbiettivi è anche questo, riuscire ad essere costante per ritrovare quel filo che mi lega a voi senza la fretta che ormai siamo abituati ad utilizzare attraverso i social, in cui con un’immagine e tre righe di parole facciamo valere la nostra presenza, senza fermarci per fare due chiacchiere più rilassate, seppur  virtuali.

Inoltre, cosa importantissima per me, ho ripreso a leggere con costanza, perché la convinzione mentale di non trovare il tempo per farlo mi aveva portato, aimè, ad allontanarmi, anche se non del tutto, dalla lettura. Leggevo sei o sette libri nelle due settimane di vacanze estive, poi per lunghi periodi non riuscivo ad iniziare una nuova lettura. Un giorno mi sono guardata dentro e mi sono detta che stavo sbagliando tutto, perché avevo lasciato andare un’abitudine fondamentale che mi faceva star bene, così senza neppure accorgermi come, ho ritrovato il tempo necessario e mi sono immersa in nuove avventure scritte, provando un piacere immenso. A dimostrazione del fatto che volere è potere.

sul tempo che non mi bastava mai 2

Quindi il mio augurio per il nuovo anno è di non avere fretta, di riuscire a lasciarsi andare assaporando le piccole cose e i brevi istanti della vita. Vi auguro di commuovervi fino alle lacrime per una canzone e di ridere fino ad avere il mal di pancia per una semplice smorfia sincera. Vi auguro di essere comprensivi e tolleranti, perché il mondo ne ha bisogno. Lo auguro a tutti, compresa me stessa, perché è da dentro ognuno di noi che parte il cambiamento.

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