17 gennaio 2018

Condividere un progetto

Negli anni ho conosciuto molte persone grazie al blog e alla mia attività, alcune ho avuto la fortuna di incontrarle fisicamente, altre restano ancora amiche a distanza, ma non per questo meno importanti. Come nel caso della carissima Giovanna, con cui ci scambiamo consigli e opinioni e con il passare del tempo scopriamo sempre nuove affinità che ci accomunano. La cosa che più mi lega a lei è la correttezza, qualità fondamentale che non sempre si riesce a trovare in questo mondo virtuale fatto spesso di competizione. Lei invece è come me, una persona tranquilla che cerca di far bene il suo lavoro senza copiare (tutte ci  ispiriamo ma la cosa è ben diversa) e senza sgomitare. Ecco perché, quando una cliente le ha chiesto di realizzare un pupazzo ricavandolo da un vecchio abitino della sua bambina, Giò mi ha scritto.un progetto condiviso

 

Perché? Proprio perché non voleva “approfittare” del mio progetto un pezzo di te, o passare per quella che copia.  Così, essendo lei in Svizzera e lavorando prevalentemente per clienti della sua zona, è nata l’idea di un progetto condiviso, che potesse dare la possibilità a più persone di approfittarne.

Così adesso io e Giovanna, ognuna con il proprio stile, continueremo ad accontentare le mamme che ci fanno questo tipo di richiesta. Io ho già realizzato molte bambole e pupazzi assemblando piccoli abitini con cura ed emozione e sono felice che anche Giò possa provare quella sensazione unica che si prova nel realizzare qualcosa di così speciale. 

Mi piace questo inizio del nuovo anno, all’insegna del rispetto reciproco e dello stare insieme. Un esempio di come si possa condividere un progetto anche se non è stato pensato insieme, senza rivalse e senza prevaricazioni, semplicemente mettendo per iscritto il rispetto l’una per l’altra.

Quindi se avete degli abitini dei vostri figli a cui siete particolarmente legate e vi piacerebbe trasformarli in un pupazzo, potete scrivermi se vi piace il mio stile e abitate in Italia. Se invece abitate in Svizzera o più semplicemente preferite lo stile di Giò scrivete a lei. In entrambi i casi potrete fare domande, avere un preventivo e soprattutto la certezza che in ogni caso sarà un lavoro fatto con il cuore. 

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