06 febbraio 2018

Seminare il rispetto e la consapevolezza

Ogni giorno cerchiamo di insegnare ai nostri figli il rispetto e la consapevolezza, e lo facciamo attraverso le azioni, i racconti, i viaggi, ma soprattutto attraverso il buon esempio, perché si sa, inutile parlare bene se poi non siamo i primi a mettere in pratica ciò che predichiamo. E quando i risultati ti si mostrano così chiaramente nei gesti dei tuoi figli, allora puoi godere del piacere di una piccola vittoria. Di questo riflettevo proprio qualche giorno fa, guardando Enea appena rientrato da una mattina di pesca con il babbo.

seminare il rispetto e la consapevolezza

Io che da piccola litigavo con il mondo intero pur di salvare anche il più piccolo essere vivente, che inveivo contro i cacciatori e innescavo accese discussioni con chiunque non la pensasse come, io che per vent’anni non ho mangiato carne, oggi mi ritrovo ad essere orgogliosa di un figlio che sopra ogni altra cosa ama andare a pescare! Certo direte voi, cosa non si farebbe per i figli. No, il punto non è questo, anzi all’inizio, quando Enea ha manifestato la sua passione (quasi ossessiva) per la pesca, ero piuttosto infastidita e speravo fosse un fuoco di paglia, poi però ho dovuto cambiare idea e devo ammettere che proprio lui, il piccolo di casa mi ha dato una grande lezione.

Quando Enea aveva circa cinque anni siamo andati in vacanza alle Maldive, luogo meraviglioso in cui basta lanciare una lenza e i pesci abboccano. Facevamo ogni giorno un’escursione diversa e durante il viaggio in barca per raggiungere isole disabitate e paradisiache, pescavamo (anzi loro pescavano ed io scattavo foto) il pesce che poi ci veniva cucinato per pranzo. Quindi il tutto freschissimo a chilometro zero e soprattutto niente spreco, non una cosa turistica solo per passare il tempo. Fu lì che Enea si appassionò alla pesca, ma io ero convinta che, una volta tornati a casa senza un oceano a disposizione, quella passione si sarebbe presto esaurita, invece no, è cresciuta insieme a lui, tanto che da grande vuole fare il biologo marino ed ha una conoscenza sui pesci da fare invidia agli esperti.

seminare il rispetto e la consapevolezza

Ecco, proprio qualche giorno fa, come dicevo, è rientrato da una mattina di pesca con il sorriso che gli arrivava alle orecchie e una trota di oltre 4 kg. Ora, per chi non lo sa, è davvero difficile pescare trote di quelle dimensioni. Insomma, Enea mi ha fatto scattare la fotografia di rito che poi ha stampato e messa nel suo diario da pescatore, in cui annota nomi, date, luoghi e misure del pesce, dopodiché ha preso gli attrezzi ed ha pulito la trota con una maestria incredibile, pronta per essere cucinata. Potrebbe sembrare un compito facile, ma c’è da pensare che quel pesce era enorme e che spesso ai bambini certe cose non piacciono, anzi fanno parecchio schifo. Ma lui sa che il suo compito non si ferma alla gioia della pesca e soprattutto che le sue prede non sono un trofeo e quindi non devono essere sacrificate invano. Infatti la sera stessa si è trasformato in cuoco e, sotto la mia supervisione, l’ha cucinato al forno facendone davvero un piatto gustoso. Non so dirvi quanto fosse orgoglioso del suo operato.

I suoi gesti ogni volta mi fanno capire quanto sia importante la passione che mettiamo  nel fare le cose, quella spinta che ci fa trovare la strada per andare incontro ai nostri sogni. E quella mia battaglia per difendere qualunque essere vivente non è finita ma è cambiata, si è trasformata in consapevolezza. Sono giunta alla conclusione che non è limitandomi a non mangiare carne ( o pesce) pur cucinandola al resto della famiglia che posso fare qualcosa, ma insegnando ai miei figli la consapevolezza di ogni gesto, acquistando solo carne proveniente da allevamenti responsabili in cui gli animali non vivono come in campi di sterminio e non sprecando niente. Enea che parte al  mattino presto senza temere il freddo per andare a pescare spinto dalla passione, che torna trionfante e pulisce il suo pesce, poi lo cucina e lo condivide con tutta la famiglia, questo è un grande insegnamento

Questo dimostra che percorrere la strada giusta è spesso faticoso ma appagante. Noi in qualità di genitori non abbiamo mai permesso che i nostri figli dessero qualcosa per scontato. Quando Enea ha manifestato la sua passione per la pesca non siamo corsi ad acquistare una mega attrezzatura ma gli abbiamo fatto dono di quella che un tempo era di mio padre, pregandolo di tenerla bene e facendogli capire che era qualcosa prezioso. Oggi che si sente un pescatore esperto che vince gare e sogna di girare il mondo in barca, è piuttosto fornito di canne da pesca e mille altre cose, ma quasi tutto lo ha acquistato con i suoi risparmi o lo ha ricevuto da noi in occasioni speciali, in modo che ne capisse l’importanza.

E voi come vi comportate di fronte alle richieste dei vostri figli? Li assecondate o vi prendete del tempo per riflettere insieme?

 

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