27 febbraio 2018

Genitori facciamoci qualche domanda

Credo che noi genitori dovremmo fermarci di più a farci tante domande sull’educazione dei nostri figli. Se stiamo andando nella giusta direzione, se ciò che facciamo ogni giorno è giusto, ma soprattutto se sappiamo trovare l’equilibrio fra diritti e doveri.

genitori facciamoci qualche domanda

La scorsa settimana è capitato qui in paese un episodio che mi ha portato a riflettere ancora una volta su tutto questo. Niente di grave ma anche sì. Alcuni ragazzini di 11-12 anni sono entrati nella scuola che frequentano, di sera, dopo che al mattino avevano lasciato volontariamente una finestra socchiusa con l’intento di utilizzarla al loro scopo. Non so di preciso cosa poi hanno fatto all’interno dell’edificio, c’è chi dice hanno scritto sul muro e chi dice che hanno rovinato una tastiera, comunque sia il fatto è piuttosto grave. Lo definirei un atto di vandalismo. Se la sono cavata con cinque giorni di sospensione e un gran chiacchierare di tutti i genitori sull’accaduto. Chiacchiere e anche qualche risatina, a commentare una ragazzata. Oltre a questo ci sono stati anche episodi di cyber bullismo, con un ragazzino fotografato e messo su Instagram  (12 anni! ) con commenti davvero poco felici, quasi a definirlo lo scemo del villaggio. I genitori dell’offeso hanno chiamato i genitori del bullo dicendo che avrebbe dovuto togliere la foto e chiedere scusa, la risposta è stata “togliere la foto ok, si può anche fare, ma addirittura chiedere scusa…”

Ora dico, a parte il fatto che nessuno si è preoccupato che questi figli abbiano un profilo social a 12 anni, ma ci rendiamo conto che stiamo tirando su dei mostri? Questi genitori che difendono i propri figli invece di educarli si fermano mai a pensare a cosa stanno facendo? E la mamma che qualche giorno fa ha picchiato la maestra perché aveva detto a sua figlia in classe che aveva fatto un errore?

E vi posso assicurare che da mamma di due figli che, volente o nolente, frequenta altri genitori, vedo e sento cose che fanno venire i brividi. C’è tutto un sottobosco di gelosie, invidie, cattiverie, ignoranza, che la metà sarebbero sufficienti per crescere dei delinquenti. Non sto esagerando.

Perché non ci facciamo delle domande? Io ad esempio mi chiedo spesso se il mio modo di educare i miei figli sia giusto e se gli errori che faccio (perché ne faccio come tutti) siano abbastanza piccoli da essere compensati da scelte pensate e ponderate, spesso anche difficili. Credo che prima di tutto abbiamo  perso il confine fra diritti e doveri. Oggi i bambini sentono di avere troppi diritti, si sentono liberi di agire senza pensare alle conseguenze, sicuri che comunque avranno l’appoggio e la difesa dei genitori, che senza rendersene conto sono diventati i loro burattini. Proprio come diceva Crepet pochi giorni fa in un’intervista.

Allora ho fatto una sorta di lista sui diritti e i doveri che compongono l’educazione dei miei figli, per capire dove sto andando.

DIRITTI

Diritto di scelta, quella vera, ponderata. Sono e saranno loro a scegliere di appartenere o meno ad una religione, se sentiranno o meno il bisogno di avere fede e credere in qualcosa. Saranno liberi di avere il  loro orientamento sessuale, seguendo ciò che la natura ha creato. Sono e saranno liberi di scegliere gli amici, seguendo le affinità, l’istinto, l’empatia e non il branco. Hanno il diritto di parola, perché sono coinvolti nelle scelte che li riguardano, attraverso  il dialogo. Hanno il diritto di essere bambini se ancora non si sentono ragazzi e di baciare il babbo e la mamma davanti a tutti senza vergognarsi dei coetanei. Hanno  il diritto di sentirsi fragili, di avere paura del buio, di piangere senza sentirsi “femminucce”. Hanno il diritto di giocare all’aperto e sporcarsi come maiali senza aver paura che la mamma li sgridi. Hanno  il diritto di chiedere aiuto, di dire non ho capito. Di giocare con le costruzioni anche se sono cose da bambini, costruendo astronavi e giocando sul tappeto. Di scriversi bigliettini con tanti cuori come i fratelli sanno fare. Hanno il diritto di dire ti voglio bene e di salutarsi con un bacio anche se i compagni li prendono in giro. Hanno il diritto di annoiarsi, senza una tabella di marcia, lasciando vagare la mente e la fantasia. 

DOVERI

Rispetto in cima alla lista. Rispetto per tutti, indistintamente. Rispetto delle regole. Rispetto per il mondo in cui vivono. Rispetto per le cose, dentro e fuori da casa. Rispetto delle idee altrui. Rispetto delle decisioni degli insegnanti e dei voti che vengono loro assegnati come conseguenza del livello del loro impegno. I miei figli hanno il dovere di accettare i miei no come risposta, che sono sempre seguiti da chiare e inequivocabili spiegazioni. Hanno il dovere di vivere la loro vita con consapevolezza, sapendo che ogni scelta porta a delle conseguenze e che deve essere fatta con la propria testa. Hanno il dovere di impegnarsi e di ricordarsi ogni giorno che sono fortunati per ciò che hanno, per la loro condizione di privilegiati rispetto a tanti bambini nel mondo. Il dovere di aiutare i più deboli, di dire la verità, di chiedere scusa per gli errori e di onorare gli impegni presi. Il dovere di guadagnarsi ciò che chiedono, il dovere di impegnarsi per raggiungere i loro sogni.

Genitori facciamoci qualche domanda 2

 Tutto questo non perché  mi sento un genitore migliore di altri, anzi proprio perché potrei fare degli errori che non riesco a vedere se non confrontandomi con altri. Non sono una psicologa, quindi lungi da me il voler dare consigli. Sono solo una mamma e come tale vorrei fare un buon lavoro.

I risultati ottenuti fino a qui mi fanno pensare che forse non sono da buttare. Certo capita di discutere con i figli, ma credo sia normale, anzi credo sia naturale. Non lo faremmo mai se fossimo dei burattini nelle loro mani, se li lasciassimo agire senza discutere, difendendoli sempre. Io credo di essere una mamma rompiscatole, non di quelle che sgridano  i figli perché li vogliono perfetti, ma di quelle che lo fanno perché li vogliono crescere consapevoli dei loro doveri.

Quando penso al loro futuro non nutro manie di grandezza, come invece purtroppo sento spesso. Libero vorrebbe fare l’architetto ed io gli dico sempre che dovrà impegnarsi al massimo per raggiungere il suo obiettivo: non la ricchezza o la fama ma un architetto felice.  Enea sogna di fare il biologo marino. Lui felice lo è per natura e ancora non ha l’età per capire quanta strada dovrà percorrere per realizzare il suo sogno. In ogni caso, qualunque decisione prenderanno, sanno che avranno anche il diritto di cadere, ma non prima di aver fatto del loro meglio.

Come ho detto, non sono qui per dare consigli, però vorrei dire a tutti i genitori di iniziare a chiamare i figli con il proprio nome. Se parli con le mamme ai giardini, all’uscita della scuola, dal medico, non senti altro che dire “il mio” o “la mia”, ma i vostri figli ce l’hanno un nome? Sembra quasi vogliate scandire questo senso di appartenenza perché “il vostro” o “la vostra” sono migliori degli altri. Il mio fa questo, la mia fa quello… basta con questa competizione! Ricordiamoci che sono degli individui e non un’estensione del nostro corpo. Non siamo i loro amici, dovremmo essere il loro esempio e per farlo dobbiamo continuare ad essere persone, con i nostri spazi e le nostre esigenze e un grande bisogno di rispetto. Non possiamo annientarci per immolarci a fare solo i genitori, al servizio dei nostri figli, per assecondare ogni loro esigenza al di sopra di tutto. Dedichiamo loro del tempo prezioso, ascoltiamoli e facciamoci ascoltare, sediamoci attorno al tavolo per la cena con la buona abitudine del dialogo, senza tv, solo noi e loro, per condividere le nostre giornate. E se c’è un problema non nascondiamolo a noi stessi, affrontiamolo e chiediamo aiuto se pensiamo di non potercela fare. Non andiamo avanti con la convinzione di avere figli perfetti, perché nessuno di noi lo è.

Ma questo è solo il mio pensiero, da mamma, da donna, da persona, da individuo. E che voi siate genitori oppure no non fa differenza, qui si tratta di senso civico e mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.

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