11 giugno 2018

Dislessia portami via

Ho voluto aspettare fino alla fine della scuola per parlare dell’argomento dislessia perché, pur essendomi molto ma molto documentata, sono un po’ confusa, quindi nella mia testa avevo bisogno di chiudere un ciclo per affrontarlo al meglio. Sto seriamente cercando la strada giusta da percorrere e sarebbe molto importante anche il confronto con altre mamme.

DISLESSIA PORTAMI VIA  mi è venuto così, perché suonava bene ma credo soprattutto perché vorrei uscire da questa situazione di stallo.

dislessia portami via

Fin dalla prima elementare mio figlio Enea, il secondogenito, faceva degli errori tipici nella scrittura e nella lettura, mentre è un piccolo genio nella matematica. Io da mamma (e chi mi conosce sa che certo non sono una persona allarmista) ne ho parlato con la maestra di italiano, per capire se le mie supposizioni fossero fondate. Per tutto l’anno scolastico e anche per il successivo, mi sono sentita dire che non dovevo preoccuparmi, che scambiare le lettere simili o inventarsi le parole mentre si legge è normale a sette anni, come anche non sentire le doppie e non mettere la famosa mutina dove ci vuole. Ma a me questa cosa puzzava. Non volevo essere sfiduciata nei confronti della maestra, ma sentivo che qualcosa non andava. Mi sono trovata anche a fare l’errore di mettere a confronto il percorso scolastico di Libero (che ha tre anni in più) con quello di Enea, per capire se davvero ero io esagerata.

Ho perso del tempo prezioso

Ho sbagliato, mi sono fidata. Poi, all’inizio della terza elementare ho preso subito la maestra di petto dicendole che in tutta l’estate Enea aveva lavorato molto per cercare di colmare le sue lacune, ma io non vedevo grandi risultati. E, ironia della sorte (chiamiamola così), lei mi dice che avrebbe proprio voluto chiamarmi per dirmi la stessa cosa, forse era ora di intervenire, perché è un bambino così brillante che sarebbe stato un peccato fargli perdere tempo. E io? Ho contato fino a cento per non esplodere ed ho fatto un bel sorriso, chiedendole di indicarmi il percorso da seguire.

Così abbiamo fatto tutto l’iter burocratico infinito (letteralmente non è ancora finito) di test tramite A.S.L. e intanto a scuola hanno comunque attivato il BES (Bisogni Educativi Speciali). Bene direte voi… anche no dico io. Perché? Semplice, perché secondo me si tratta di una procedura (almeno quella che adottano qui) che alleggerisce il lavoro degli insegnanti  ma non aiuta gli alunni a migliorare.

In che senso? Certamente sarebbe giusto dare più tempo per svolgere un compito, perché il bambino ne ha realmente bisogno, in modo che possa essere valutato obbiettivamente (se non avesse studiato non sarebbe il tempo in più ad aiutarlo no?), invece si forniscono le famose mappe in cui in pratica ci sono le soluzioni, o più semplicemente non si contano gli errori perché tanto lui è dislessico. Risultato: il bambino torna a casa con i suoi ottimi voti e la convinzione che la scuola sia tutta un gioco.

Allora mi sono anche chiesta se forse era meglio tacere, lasciando che Enea trovasse da solo il modo di superare gli scalini. In fondo anche mio marito ha capito adesso che molto probabilmente è dislessico (errori tipici e difficoltà nella lettura), eppure è sempre stato bravo a scuola e oggi è un libero professionista con uno studio che va alla grande.

Insomma, i ragazzi oggi si riparano dietro a questo scudo e ne approfittano spudoratamente. Ho sentito alunni delle medie  pronunciare frasi del tipo “tanto io sono DSA” per non studiare. Alcuni addirittura sono solo discalculici ma hanno il permesso di utilizzare le mappe anche per il compito di storia.

Allora, io voglio approfittare del periodo di vacanza per prendere realmente in mano la situazione, voglio capire e intervenire nel modo corretto, che non è detto debba essere il più facile. Voglio tornare dentro la scuola a settembre con le idee chiare, per fare in modo che mio figlio acquisisca il senso del dovere e si metta d’impegno per superare gli ostacoli. Purtroppo fino a qui ho avuto la sensazione che non si facesse sul serio, non mi sembra la stessa scuola in cui andava Libero….

dislessia portami via

A questo punto (grazie per aver letto i miei sfoghi) ho bisogno di tutte le mamme all’ascolto che hanno o hanno avuto esperienze al riguardo, ma anche di insegnanti ed esperti del settore che vogliano dire la loro. Voglio consigli, indicazioni, racconti…tutto ciò che mi possa aiutare a capire quale direzione prendere.

Quindi grazie a chi vorrà aiutarmi.

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