26 ottobre 2018

Per chi sono le Irregulardoll?

Non per tutti, questo è certo.

Ma non sei felice quando le spedisci che non ti importa in quali mani vadano a finire? Assolutamente no!

Dietro al lavoro di un’artigiano c’è tutto un mondo, non mi stancherò mai di dirlo. Non si tratta solo di manualità ma di tutta una serie di emozioni che mettiamo nel nostro lavoro e che vorremmo trasmettere con esso. Il fatto che una creazione che ho curato e fatto nascere vada a finire nelle mani sbagliate mi fa venire un prurito alla nuca, un leggero formicolio che non mi fa stare bene.

Sì lo so, me lo avete già detto e ripetuto, sono una sentimentale, ma che ci posso fare?

Certo, il primo fine del mio lavoro è quello di vendere, altrimenti sarebbe un hobby e non me ne starei a capo chino tante ore al giorno a cucire piccoli punti alla ricerca della perfezione (che non esiste). Però, proprio perché ho la fortuna di svolgere la mia attività con passione, non posso non pensare a cosa ne sarà delle mie creature, che poi sono una piccola parte di me.

Per chi sono le irregulardoll?

Spedire una irregulardoll  non è l’atto finale del mio lavoro, bensì l’inizio di una storia, quella di strade che si intrecciano partendo dalle mie mani. Immagino momenti trascorsi ad inventare storie, corse nei prati, parole sussurrate al momento della buonanotte, nonni e genitori che trasmettono il loro insegnamento scegliendo una creazione fatta a mano piuttosto che dieci bambole di plastica fine a se stesse. Non è il valore economico che ne fa la differenza ma il rapporto che si instaura fra  me e voi attraverso un manufatto e fra voi e le persone, grandi o piccole, che lo riceveranno.

Ecco perché non tutte le persone sono idonee a questa adozione.

Quelle che mi scrivono sotto ad un post sui social soltanto “prezzo?” probabilmente non lo sono. Basterebbe aggiungerci un ciao oppure un buongiorno che tutto cambierebbe. Va da sé che io rispondo comunque a tutti e lo faccio indistintamente in modo gentile, però non fremo dalla gioia e dentro di me spero che la conversazione non abbia un seguito. La persona che non fa lo sforzo di scrivere una parola in più per metterci un briciolo di gentilezza non mi scrive perché apprezza il mio lavoro, probabilmente le piace la bambola che ha visto e pensa “se costa poco potrei regalarla a mia/o filgia/o”. Non si ferma a guardare i particolari, a capirne la storia, a pensare che dovrà prendersene cura.

Certo non mi stupisco, in fondo c’è gente che regala animali per poi abbandonarli in autostrada per andare in ferie. Però se il nostro atteggiamento diventa condiscendente addio, smettiamo di valere e diventiamo numeri. Questo ovviamente non vale solo per me e per le irregulardoll, ma per tutte le artigiane che lavorano con le mani e con il cuore.

Vendiamo a chi ci sa apprezzare.

Quando mi scrivete che le irregulardoll mi somigliano ne sono immensamente felice e non perché hanno le gambe lunghe (che io non ho) o per le loro chiome colorate. Sono le espressioni delle loro facce, ciò che voi ci vedete guardandole negli occhi. Nascono dalle mie mani ma partono dal mio cuore e se potessi me ne starei a cucire anche di notte, perché vederle realizzate per me è come veder  nascere un bambino.

Ci guardiamo, ci sorridiamo, decidiamo un nome.

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Ecco perché occorrono dei requisiti per adottarne una, o addirittura quattro tutte insieme come ha fatto qualcuno, non perché non riuscisse a decidersi ma per non farle viaggiare sole (ditemi che questo non è amore!). Devi essere una persona sensibile, una che ci tiene alla gentilezza, che si prende il tempo per sorridere e per gioire delle piccole cose.

E se mi scrivi anche solo per delle informazioni e non hai intenzione di adottare una bambola o acquistare qualcos’altro, va bene comunque, mi piace rispondere alle persone gentili anche se sono spinte solo dalla curiosità. Sarà uno scambio di gentilezza e non sarà stato tempo sprecato.

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