13 gennaio 2019

La mia parola dell’anno

La mia parola dell’anno si è formata da sola, negli ultimi mesi del 2018, nell’atto finale del cambiamento, che poi era la parola dello scorso anno. Il cambiamento c’è stato e chi mi segue lo avrà visto con i propri occhi. Nel lavoro intendo, nelle scelte che mi hanno portata a far nascere le irregulardoll e tutto il mondo che le circonda. Sto cercando di rendere tutto meno dispersivo, realizzando solo alcuni prodotti e facendone altri soltanto su richiesta. Nell’anno che si è appena concluso ho detto molti no, cosa che non è mai facile, ma dovevo farlo, lo dovevo a me stessa e al mio lavoro di artigiana. Perché cercando di accontentare sempre tutti rischiavo di diventare la sarta a cui si chiede anche di fare l’orlo ai pantaloni! Con tutto il rispetto per la sarta ovviamente, ma non è il mio lavoro. Ho capito che devo sforzarmi di seguire una direzione e che non posso fare tutto per piacere a tutti, anche perché il web è pieno di bravissime artigiane che fanno cose diverse dalle mie, quindi l’offerta c’è, basta guardarsi intorno. 

A proposito di questo, ho preparato anche la mia storia che pubblicherò a brevissimo nelle stories di Instagram, perché ultimamente ricevo tanti messaggi in cui mi si chiede quale è stato il mio percorso e come ho iniziato la mia attività, quindi ho sentito la necessità di fare un riassunto da lasciare a disposizione di chi vorrà saperne di più.

Ma tornando alla nostra parola dell’anno, ho scelto di seguire la strada intrapresa con INFINITACURA. Sì, in realtà le parole sono due, ma io le ho unite perché così hanno un suono più dolce e diretto ed esprimono meglio il mio pensiero.

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E come intendo utilizzarla

Prima di tutto continuerò  a metterla in pratica nel mio lavoro, oggi più che mai, non solo nella realizzazione manuale, ma cercando di esprimere al meglio il messaggio che voglio trasmettere quando il sorriso di una irregulardoll entra a far parte di una nuova famiglia. Ho iniziato a farlo, come saprà benissimo chi ne ha adottata una, mettendo all’interno delle loro box una busta di carta giapponese cucita da me, che contiene dei piccoli semi, insieme a una cartolina con una frase motivazionale. Lo scopo è proprio quello di spingere le persone a prendersi cura di tutto ciò che ci circonda, partendo dal semino che deve essere piantato, innaffiato e curato per vederlo germogliare, come avevo spiegato qui. La stessa cosa vale per la bambola ma anche per i rapporti con gli altri, se te ne prendi cura avrai in cambio affetto, rispetto e altrettanta cura.

 

                                                               “Per spiegare ai bambini cosa sia un miracolo                                                                    fai piantare loro un seme nella terra”

 

Poi metterò in pratica infinitacura su di me. Voglio dedicarmi del tempo e delle attenzioni che troppo spesso rimando, con la scusa del lavoro, dei figli, della casa. Ma il tempo non si può recuperare e quello che ti lasci sfuggire è perso. Ascoltandomi di più voglio trovare il mio equilibrio, lasciando andare le cose che non mi fanno star bene (o le persone) e trovandone altre che invece mi rendono felice. E al posto di quei no che devo imparare a dire, metterò quei sì che invece a volte non ho detto per paura di non farcela, cosa che ho già iniziato a fare e di cui presto vi racconterò.

la mia parola dell'anno

E voi avete trovato la parola dell’anno? Non è obbligatorio eh! però devo dire che da quando la utilizzo e la tengo bene in mente nelle scelte giornaliere, mi è molto d’aiuto e mi piace averla, è un po’ come un totem che mi guida. Insomma, se e l’avete sono curiosa di conoscerla.

E ovviamente, la mia è a vostra disposizione. Se volete provare a seguirla fatelo. E se la volete utilizzare come hashtag mi farete felice. In istagram esiste già una gallery con più di 400 foto associate a #infinitacura e questo mi fa davvero piacere, perché quando l’ho creato l’ho fatto proprio con lo scopo della condivisione.

E allora via, buona infinitacura a tutti!

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C'era una volta
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