Ho consegnato Camilla personalmente questa mattina, nelle mani di chi si occuperà di portarla ad una bambina che ha appena compiuto un anno. E’ un gesto che mi piace, più del fare il pacco e spedire, anzi come dice mio figlio “impaccare”. In questo modo vedi subito la reazione di chi ti ha commissionato il lavoro e capisci se hai colpito nel segno. Camilla doveva essere una bambola mostraccia ma tranquilla per andare ad abitare in una casa di stile, non troppo colorata ma allegra.

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Le bambole che nascono in casa mostracci hanno un’anima scherzosa, sono un po’ cicciotte e forse un po’ goffe, proprio perché la loro missione è portare un sorriso.

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Ma forse per far capire come sono davvero e da quale scintilla nascono, come del resto tutti i mostracci, ti dovrei raccontare una storia… la storia di una bambina che voleva salvare il mondo.

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Quando ero piccola desideravo una bambola che a quel tempo era molto “di moda”. Una bambola piuttosto grande e costosa che molte delle mie amichette possedevano e la portavano in giro con orgolio. Mi fu promesso che avrei potuto chiederla per il mio compleanno, così attesi e dopo lunghi mesi arrivò il gran giorno: andai in un negozio che aveva gli scaffali pieni di quelle bambole in tante versioni, vestito rosso, vestito blu, di velluto, di cotone… ero a bocca aperta per lo stupore!

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Poi volsi lo sguardo in fondo, in un angolino nascosto dove,nella sua scatola, stava esposta l’unica  versione maschile, con una tutina di lana azzurra, messo in disparte, come fosse finito lì per errore. Le bambine non lo avrebbero mai scelto, perchè non avrebbero potuto addobbarlo con pizzi e nastri, o forse perché inconsciamente sapevano che era impopolare. Così il mio pensiero andò a lui e al fatto che sarebbe rimasto solo su quello scaffale a raccogliere la polvere e nessuno si sarebbe preso cura di lui. A quel punto, ogni dubbio sulla mia scelta si era dileguato ed io tornai a casa felice e soddisfatta, abbracciando quel bambolotto salvato da un triste destino.

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Quel bambolotto è ancora con me da quasi quarant’anni, e in ogni creazione c’è un po’ della sua storia, perché il segreto di un mostraccio sta nell’essere un personaggio imperfetto, che desidera essere amato nonostante gli occhi storti, la pancia troppo larga, le braccia troppo corte o troppo lunghe. Ogni creatura porta in sè un piccolo “handicap” che la rende unica, come unici sono gli esseri umani, ognuno con pregi e difetti, ma tutti con gli stessi diritti. Questo almeno nella mia famiglia e nel mondo che vorrei.

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Ecco perchè MOSTRACCI, ovvero mostri fatti di stracci, perchè come dico ai miei figli, i mostri non sono le persone brutte fuori ma quelle brutte dentro.

Così sono nate Camilla e le altre bambine della grande famiglia mostracci, per dare uno smacco alle ragazzine perfette, snelle, alte e con gli occhioni da cerbiatta. Sono un po’ goffe, però fanno sognare… soprattutto quella bambina un po’ cresciuta che ancora è convinta di salvare  il mondo.

collage bambole

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