Come dare il giusto prezzo ad una creazione handmade

Parliamoci chiaro, ogni volta che devo dare un prezzo ad una nuova creazione vado nel panico. Sarebbe buona regola calcolare le ore di lavoro impiegate, il costo del materiale, il fatto che è unica perché l’ho creata da una mia idea, eppure non è così. Entrano in gioco i sentimenti, il valore affettivo per cui ogni singolo pezzo dovrebbe avere un costo esorbitante, ma subito dopo affiora l’inconfutabile voglia di mettersi nei panni dei possibili acquirenti, che sarebbero scoraggiati da cifre troppo alte e che forse non sanno dare il giusto valore ad una creazione artigianale. Allora qual’è la soluzione? Vendere solo a chi sa apprezzare il mio lavoro?

come dare il giusto prezzo ad una creazione handmade

Magari lo sapessi. La vera soluzione non esiste, anche se si leggono tanti articoli a riguardo che ci dicono di non sottovalutare il proprio lavoro, di non svendere le nostre creazioni, perché noi valiamo. Sì è vero, ma in concreto, quando arriva la fatidica domanda “quanto costa?”, la paura resta. Anzi, dovrei dire le paure, perché c’è la paura di sbagliare, quella di non essere capita o apprezzata, poi c’è la paura di non accontentare il cliente e quella di non percorrere la giusta strada, perché se svendo il mio lavoro sarà considerato poco professionale ma se chiedo di più sarò presa per una che se la tira.

come dare il giusto prezzo ad una creazione handmade

Allora? Ogni volta mi trovo davanti a un bivio ed è difficile saper prendere la strada giusta. Fino ad oggi ho seguito l’istinto e non mi pento affatto, tranne di quelle volte in cui, dopo aver fatto un preventivo, mi sono sentita dire “accipicchia, così poco?” (scherzo ovviamente, non mi pento ma la cosa mi fa riflettere). Diciamo che:

– non tengo il conto delle ore di lavoro se non in modo approssimativo;

– non sempre mi ricordo di segnare i prezzi del materiale che acquisto;

– utilizzo molto anche tessuti di riciclo;

– se una cliente supera una certa cifra di spesa regalo pure le spese di spedizione;

– amo il mio lavoro quindi mi sento gratificata e spesso mi dimentico il lato economico.

In conclusione sono una frana! Forse, però fino ad oggi ho avuto soltanto messaggi positivi dalle persone che hanno adottato Mostracci e acquistato le mie creazioni. E sono persone che mi contattano da qui, nella sezione scrivimi, oppure sulla pagina facebook, mi scrivono via e mail, persone che non conosco con le quali spesso poi nasce un’amicizia, allora ritornano, magari insieme ad amici e amiche per chiedermi nuove creazioni. Allora forse va bene così, probabilmente a quel bivio continuerò a prendere la strada che sta in mezzo, né quella della svendita né quella del farsi cadere troppo dall’alto, sperando di portare sempre un messaggio positivo attraverso il sorriso di un mostraccio. Diciamo che sono artigiana nel cuore e per niente commerciante. Anzi, sono un’eterna sognatrice e l’ottimismo mi fa vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.

Non a caso nel pacco con cui spedisco trovi scritto “Ogni creazione è unica, frutto della mia fantasia. Se decidi di adottarne una prometti di averne cura.” Perché al primo posto metto sempre i sentimenti e non il denaro. Bello se il mondo fosse davvero così! Quindi, lungi da me dare consigli su come arrivare la strada giusta, anzi se voi ne avete fatevi avanti!

E tu collega, come fai a dare il giusto valore alle tue creazioni? E da cliente cosa ne pensi? Per me è importante saperlo!