I bambini e l’orto: la magia della vita

Quando ero piccola trascorrevo molti momenti nell’orto con i miei nonni e con mio padre. Mi affascinava raccogliere dalla pianta un pomodoro maturo e poterlo addentare subito, con gli adulti che mi dicevano “brava, ti fa bene”. Mi piaceva il profumo della terra bagnata e smossa e la voce di mio padre che mi insegnava a riconoscere ogni tipo di pianta dalle foglie, prima ancora che desse i suoi frutti. Erano momenti magici, spensierati ma di grande importanza, e mi sentivo orgogliosa quando tornavo in casa con il cestino pieno di ortaggi e lo portavo in cucina alla mamma, che mi coinvolgeva nella preparazione di piatti a base di verdure. Così ho imparato che se compri al supermercato un peperone in dicembre non può essere di stagione e neppure un cavolfiore in luglio. Per non parlare dei mille proverbi che ci sono sull’orto e la sua cura, tipo “chi vuole un bell’agliaio lo pianta di gennaio e chi meglio se ne intende lo pianta a dicembre”.

I bambini e l'orto: la magia della vita

Ecco perché oggi ritengo sia fondamentale per i miei figli avere un fazzoletto di terra da coltivare. Li rende responsabili, sporchi e felici. Sì, i miei bambini hanno un orto tutto loro e ci lavorano duramente. Fanno attenzione a ciò che gli viene spiegato perché le piantine crescano sane e forti ed ogni giorno imparano qualcosa di nuovo. Assistono alla magia della nascita quando i semi germogliano e mettono il loro amore nel trapiantarli quando sono cresciuti, si preoccupano quando piove e corrono a vedere se il temporale ha fatto dei danni e controllano ogni giorno la crescita millimetrica di ogni singola piantina.

E per fare tutto questo mettono due ingredienti fondamentali: la pazienza e la costanza. Si prendono cura del loro orto un po’ come una mamma fa con i suoi figli e prendono parte al ciclo della vita. Imparano che per crescere sani e forti c’è bisogno di attenzione e dedizione e che non sempre le cose vanno bene. Capita che qualche piantina non attecchisca bene o venga rovinata da un animale e loro devono imparare ad accettarlo, non come una sconfitta ma come un insegnamento. 

Il seme si schiude e germoglia, cresce e da i suoi frutti e alla fine muore, lasciando il posto ad una nuova vita

I bambini e l'orto: la magia della vita

Poi c’è la parte più divertente, quella fangosa! Li vedo tornare dall’orto e già penso alla lavatrice, ma hanno dei sorrisi enormi su quelle facce piene di terra che non posso fare altro che sorridere anch’io. E dopo una doccia si rilassano di una stanchezza sana, piena di soddisfazione, ripetendo ogni volta quel buffo detto toscano “L’orto vuole l’uomo morto!”