La lettera del grassone in abito rosso

Non sono in ritardo con la lettera a Babbo Natale, anzi vi voglio parlare del Natale appena trascorso e della lettera che proprio il grassone barbuto in abito rosso ha scritto a noi, direttamente dal Polo Nord.

La lettera del grassone in abito rosso

Come sapete ho due figli, tanto diversi fra loro, non solo fisicamente ma soprattutto caratterialmente.

Libero, 13 anni, è sempre stato un tipo ragionevole, onesto fino all’estremo, un sognatore che non si è mai fatto contaminare dalla brama di possedere l’ultimo gioco di moda o altri beni materiali. Molto simile a me, lo conquisti con il cuore e non con i diamanti. A Natale non chiede niente, tira fuori i suoi soldi  messi da parte e si compra ciò che vuole.

Enea, quasi 10 anni, un tipo tosto, furbo che prova sempre a farla franca. Molto sensibile, vegetariano, altruista, ma comunque bramoso di avere ciò che desidera. A lui se chiedi cosa vorrebbe ricevere in regalo ti snocciola una lista di cose da restarci secca. I soldi da parte non riesce a metterli perché li spende prima di cominciare.

Infatti, la sua letterina a Babbo Natale era una lista della spesa, di quelle che fai con la carta di credito oro tempestata di diamanti. Era anche buffa eh, corredata addirittura di prezzi e spiegazioni dettagliate tipo “bicicletta con pedalata assistita quella da 5000 euro ma se è troppo va bene anche quella da 3500” …   No dico, capite il soggetto?

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Dunque, l’ammontare della lista arrivava a qualcosa come 6000 euro e, avendo anche qualche dubbio su quanto ancora abbia la certezza dell’esistenza di Babbo Natale, ho pensato che volesse metterci alla prova. Comunque lui me l’ha consegnata chiusa chiedendomi di spedirla e raccomandandosi di non leggerla, forse perché sapeva di aver esagerato. Così nei giorni successivi abbiamo cercato di parlargli senza fargli capire che sapevamo delle sue richieste, restando sul vago e dicendogli che ci sono stati casi di bambini che hanno chiesto troppo e non hanno ricevuto niente. E lui irremovibile, senza alcun cedimento.

Poi la brillante idea: una lettera di risposta da parte di Babbo Natale in persona. 

Ovviamente l’ho scritta io, giocando sulla sua sensibilità e ricordandogli di essere stato in posti in cui i bambini non hanno neppure il cibo o l’acqua (sì ci sono andata pesante ma con lui funziona solo così). Gli ho spiegato i motivi per cui quei regali non erano sotto l’albero e gli ho detto che per decidere cosa fosse giusto portargli, la nostra casa era stata tenuta sotto controllo da un aiutante di Babbo Natale. Così ci ho infilato anche il fatto che spesso non accetta un NO come risposta e che dovrebbe imparare a farlo. Insomma, una lettera lunga con tanto di firma del grassone, che lo ha lasciato stupìto e meravigliato. 

Enea ha scartato i suoi pacchi con la curiosità che si prova solo quando si tratta di una vera sorpresa, con occhi brillanti e un grande sorriso. In un attimo ha dimenticato la delusione iniziale e il giorno dopo ha detto che è stato meglio così, perché aveva capito di aver esagerato (con la sua aria da angioletto ruffiano).

Mi piacerebbe sapere se vi siete mai trovate in situazioni simili con i vostri figli e come avete agito. Noi mamme abbiamo mille risorse, anche se stare al passo con dei furbetti di questo tipo non è uno scherzo. Diciamo che sono soddisfatta di come sono andate le cose: non ho speso una fortuna e la magia del Natale è stata salvata

Se avete aneddoti di espedienti che avete usato in casi simili potete raccontarmeli nei commenti, perché non si sa  mai, potrebbero sempre essere utili a qualcuno, me compresa!