Quando l’estate non finiva mai

Oggi è l’ultimo giorno di scuola e come non ripensare a quando noi, bambini degli anni ’70, festeggiavamo l’inizio delle vacanze? Quel frizzantino che sentivamo nelle vene e l’euforia al pensiero di un lungo periodo senza orari mi accompagnano ancora nei ricordi d’infanzia. Era estate, avevamo tutto il tempo per noi, come se quel momento non dovesse finire mai.

estateNon era solo l’inizio di una stagione, era una condizione mentale di libertà, di scoperte e di risate infinite. Non a caso tutti i miei ricordi di giochi con gli amici si rifanno a quel periodo. Le corse in bicicletta, le bombe d’acqua, le arrampicate sui ciliegi per cogliere il frutto più bello, le esplorazioni nei campi per cercare nuovi nascondigli, il gelato per merenda, i pattini ai piedi per ore e ore che quando li toglievi ti sentivi piccola piccola. Poi c’erano le ginocchia sempre sbucciate, le amiche che avevano paura dei pipistrelli la sera sotto ai lampioni, i miei scherzi con lucertole e scarafaggi che nessuno gradiva. Ero un bel maschiaccio e per divertirmi regalavo mazzi di ortica alle bambine perbene, che non si sporcavano il vestito e giocavano soltanto a giochi da femmina.

Fortuna che ho avuto due maschi. Mi ci vedo proprio a mettere fermagli con brillanti in testa ad una bambina e a comprarle abiti con pizzi e merletti! Invece con i miei figli mi sento a mio agio, mi sporco, corro, faccio pazzie, sono nel mio ambiente naturale. 

Ho sempre seguito il mio istinto ed ho avuto la fortuna di avere due genitori che me lo hanno lasciato fare, anzi hanno sempre sostenuto che i bambini che alla sera sono puliti non sono felici, non hanno giocato e non si sono lasciati andare. Questo forse ha contribuito a far nascere in me la creatività e l’amore per tutto ciò che mi circonda, dal più piccolo insetto alla grande montagna. E devo dire, con orgoglio, che i miei figli stanno crescendo nello stesso modo, liberi di esplorare se stessi e il mondo. E quale periodo migliore dell’estate per farlo? Mi piace pensare che anche loro da grandi, ricorderanno questa stagione come un momento che non finisce mai, fatto di emozioni e nuove scoperte. Fortuna (e un po’ di merito nostro) che non sono bambini videogames dipendenti, non hanno le ginocchia sempre perfette e gli abiti puliti, non hanno paura dei pipistrelli e se vedono un nuovo ragno lo cercano sul libro per sapere come si chiama e quali sono le sue abitudini. Fanno il bagno nel fiume e se trovano un gambero o una biscia ne sono entusiasti. Indossano anche magliette di terza mano passate dai cugini e non si fanno accalappiare dalle pubblicità.

Questo mi fa pensare che siamo fortunati a non vivere in città, che certamente offre molte cose che qui non abbiamo a portata di mano, ma non cambierei questa vita con nessun’altra. Quando vedo i miei figli raccogliere frutta e verdura con tutta la naturalezza del mondo, penso a quella volta, durante la mia infanzia, quando un bambino di città, venuto a trovare dei parenti, mi disse con convinzione che le uova nascono al supermercato! Forse lui era ingenuo ma io mi feci una gran risata e non lo scorderò mai.

In casa nostra ci sono sempre tanti bambini e a noi fa piacere, vedo che stanno bene qui, si divertono e i miei figli ne sono felici. Certo con un babbo come il nostro il divertimento è assicurato!

collage famiglia

 

Spero che la nostra sarà una pazza estate e per i miei figli un altro tassello di felici ricordi.

E tu che programmi hai per far divertire i bambini durante le vacanze?